Babele

Il risultato delle elezioni britanniche ha confermato la grande instabilità politica del primo mondo (nel terzo l’unica stabilità politica è la dittatura). Non è mia competenza commentare le elezioni ma certamente questa crescente incertezza non è una cosa buona per nessuno. Ricorda, neanche tanto vagamente il clima del 1938, alla vigilia della 2ª guerra mondiale, e questo non mi sembra un buon segno.

Stiamo vivendo un imbarbarimento della cultura individualista, per cui diventa sempre più difficile conciliare le proprie idee con quelle degli altri, mentre si è completamente esaurita la capacita della politica di mediare e unificare le diverse esigenze e giungere ad una posizione condivisa. L’assenza di Dio e con lui la fine di una verità autentica per tutti, che ha creato una sempre crescente divisione, mi hanno fatto pensare alla storia biblica della Torre di Babele (Gen 11,1-9). È un racconto mitico, una riflessione sul pericolo della superbia, che impedisce di riconoscere l’altro  Quando questo accade gli uomini smettono di comunicare. Ognuno parla la propria lingua e non riconosce le idee degli altri. La meravigliosa torre che con l’ingegno e il lavoro umano abbiamo costruito crolla al suolo rovinosamente.

Lo scenario attuale è molto vicino a quanto è successo a Babele. La libertà, il benessere che abbiamo costruito, comincia a darci alla testa e sempre più regna confusione e ingovernabilità. La torre potrebbe crollare. Inoltre questo atteggiamento non si ferma davanti a nulla neanche davanti a Dio. Ma ho l’impressione che Dio non dovrà scomodarsi a scendere in Terra per confondere le lingue. Se non ritroveremo umiltà, tolleranza e vero senso della giustizia, distruggeremo tutto da soli.

1Tutta la terra aveva un’unica lingua e uniche parole. 2Emigrando dall’oriente, gli uomini capitarono in una pianura nella regione di Sinar e vi si stabilirono. 3Si dissero l’un l’altro: “Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco”. Il mattone servì loro da pietra e il bitume da malta. 4Poi dissero: “Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo, e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra”.5Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che i figli degli uomini stavano costruendo. 6Il Signore disse: “Ecco, essi sono un unico popolo e hanno tutti un’unica lingua; questo è l’inizio della loro opera, e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. 7Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l’uno la lingua dell’altro”. 8Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. 9Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.

Genesi 11, 1 – 9

© 2017 Parrocchia S.Elena Lotzorai by Pietro Sabatini>

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